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L'itinerario Valle Isarco-Brennero

I romani, i Fugger, Albrecht Dürer e Goethe passarono per la valle nel loro tragitto verso Venezia o Roma...il Minnesänger e poeta Walther von der Vogelweide ha tratto ispirazione da questo posto e si dice sia stato un altotesino della Valle d'Isarco. L'atmosfera italiana e la consistenza del suolo tirolese caratterizzano la valle tra Bolzano e il Brennero. Sfarzosi castelli medievali fiancheggiano il tragitto, potenti vescovi avevano sede qui. I piccoli ma pittoreschi paesi rassomigliano a nidi di aquile su oltre l'Isarco. In questa valle la vita pulsa da millenni.

Lunghezza dell'itinerario: circa 70 km
Scappate: Castelrotto - Alpe di Siusi, da 10 a 15 km

L'itinerario storico in breve:
Fai clic sulla 1° immagine e sfoglia il percorso del tragitto.

 

Bolzano, la città con il fascino del sud

Qualsiasi visitatore immaginerebbe ben altre attrazioni a Bolzano. Quando si entra in uno dei numerosi café, si percepisce in prima persona il discorrere vivace in tedesco e in italiano. Gli altri, o meglio, le donne invadono le moderne boutique nella strada dei portici. Ma Bolzano vanta oltre ad un museo archeologico, in cui è possibile ripercorrere la vita dell'Ötzi, l'uomo dei ghiacci, molto altro per i suoi visitatori.

Bolzano, Cappella di San Giovanni

Non lontano dalla Waltherplatz, nel centro della città, si trova una delle testimonianze più significative degli affreschi dell'Italia settentrionale. Nella Cappella di San Giovanni, ubicata dopo la Chiesa dei Domenicani, le pareti e i soffitti sono completamente coperti da affreschi risalenti al 1340 circa (dalla scuola di Giotto). Questi capolavori mostrano scene della vita della Vergine e di San Giovanni Battista. La Chiesa dei Domenicani stessa, una chiesa a sala con tre navate risale al 1300.

Bolzano per i ghiottoni...

I locali e le pasticcerie di Bolzano concedono una dolce debolezza. A tentarti saranno una variopinta gamma di leccornie austriache, italiane e altotesine. Chi preferisce mantenere la linea deve assolutamente visitare il mercato ortofrutticolo.
Per maggiori informazioni sulla storia di Bolzano, chiamata dai Romani Bauzanum, nel seguente PDF sull'itinerario sulla Valle Isarco.

 

Il trenino del Renon

1907 wurde die Rittnerbahn, als reine Ausflugs- und Touristenbahn in Betrieb genommen. Wechselnd als Straßen-, Zahnrad- und Schmalspurbahn führte sie vom Waltherplatz, mitten in Bozen, hinauf auf den Ritten bis nach Klobenstein. Die Bahn hat bis heute nichts von ihrer Attraktion verloren. Nur das „Steilstück“ von Bozen nach Oberbozen, mit einem Höhenunterschied von rd. 1000 Metern, wurde von einer modernen Seilbahn abgelöst. Auf der 20-Minuten-Fahrt der Schmalspurbahn von Oberbozen bis Klobenstein wetteifern die Bergmassive der Dolomiten um das schönste Fotomotiv. Eine sehr empfehlenswerte slow-seeing Tour im Halbstundentakt. Die Nostalgiebahn ist in Oberbozen (Garagen) am Bahnhof zu bewundern, wenn nicht im Fahreinsatz. Vorher bitte den Schaffner um Erlaubnis fragen. 

 

Longomoso - Commenda Ordine Teutonico

Die Kommende des Deutschen Ordens liegt an der so genannten Kaiserstraße. Seit 1211 bestand hier am Ulrichspass ein Hospiz für die Reisenden zwischen Italien und dem Norden, das 1235 an den Orden ging. Der heutige Bau geht auf das Jahr 1625 zurück und enthält kostbar ausgestattete Räume mit Prunköfen, Stuckdecken und bemalten Tapeten. Heute finden die Rittner Sommerspiele in der Kommenden statt.
Vorbei an den Erdpyramiden (kurze Wanderung) und der Wallfahrtskirche Maria Saal (16. Jh.) mit der „Muttergottes unterm Regenschirm“ (1924), erreicht man wie schon einst der Kaiser, das Dörfl Lengstein.

 

Kaiser Karl V. auf dem Ritten

Auf seiner Italienreise über den Ritten kam der Kaiser auch in Lengstein mit dem ursprünglich romanischen Wallfahrtskirchlein St. Ottilia (hübsche gotische Innenausstattung) vorbei. Am 12. März 1555 verlieh er der Familie Mayr in der Sulz ein kaiserliches Wappen. Über dem Eingang des Gasthofes Schwaiger (Besitzer Familie Mayr) kann das Wappen immer noch bewundert werden.
Nach Lengstein wird die Straße enger und kurvenreicher. Sie führt vorbei am Penzlhof (Funde aus der alpinen Kupferzeit, befinden sich im Archäologiemuseum in Bozen) und St. Verena (889 m) mit Blick auf die Zillertaler Alpen hinunter nach Barbian (ca. 7 km) ins Eisacktal.

 

Castello Runkelstein - Bolzano

Eine sehr bemerkenswerte Burganlage mit einer einmaligen Freskenbemalung befindet sich unweit von Bozen hoch über dem Eingang zum Sarntal. Ein Abstecher der sich lohnt.
Bereits im ersten Jahrhundert seiner Geschichte erlebte die Burg (13. Jh.) Aufbau, Eroberung und Verfall. Im 14. Jh. erstrahlt sie dann wieder im neuen Glanz mit großem Burghof und profanen Wandmalereien des Mittelalters. Die Burgkapelle wurde 1390 eingeweiht. 1520 wurde das „Gewölbe an der Porten“ durch eine Pulverexplosion zerstört. Die Runkelsteiner Fresken sind eine einzigartige Darstellung des höfischen Lebens und der Bekleidung im Mittelalter. Mittelalterlich ist auch der Weg hinauf zur Burg und festes Schuhwerk empfiehlt sich für die „Stolpersteine“.
Die Burg beherbergt die unterschiedlichsten Ausstellungen und kann von Dienstag - Sonntag besichtigt werden. Wer das Mittelalter-Programm geschafft hat, kann im Mittelalterambiente der Burgschänke eine Erfrischung zu sich nehmen.

 

Die Große Dolomiten Straße

Die Große Dolomitenstraße, 110 km von Bozen bis Cortina d'Ampezzo. Sie wurde am 13. September 1909 eröffnet und mit großen Schwierigkeiten den Bergen abgerungen. Das erste Teilstück, die Eggentalstraße wurde schon seit 1860 genutzt und führte über eine nur wenige Meter breite Straße durch eine enge Schlucht (heute ein Tunnel). 1896 war die Straße über den knapp 1.800 m hohen Karerpass fertig. Damals krönte die Romantik des Karersees mit seinem Latemar ein Grandhotel in dem sogar Kaiserin Sisi verweilte. Über das Pordoijoch führten bis 1900 noch Saumpfade und 1909 wurde die letzte schwierige Hürde mit dem Falzarego Pass genommen. Im Ersten Weltkrieg (1915-18) wurde die einst für den Fremdenverkehr geplante Bergstrecke zweckentfremdet und für Militärzwecke genutzt. Erfahren Sie mehr über die Dolomiten, das UNESCO Weltnaturerbe seit Juni 2009 >>>

 

Castelrotto - Alpe di Siusi

Non è particolare motivo di orgoglio visitare la Valle Isarco senza fare un'escursione nella pittoresca area dello Sciliar. Le località Siusi, Fiè e Castelrotto incantano per le loro case adornate da fiori, con timpani merlati e bovindi. Castelrotto presenta anche un'altra dei campanili a bulbo tardobarocchi più alti del Paese. Se sei già stato qui, allora dovresti salire sull'Alpe di Siusi (da Siusi) con la funivia. La zona alpina più alta e grande d'Europa impressiona per il travolgente panorama, dal gruppo Odle, Sassolungo e Rosengarten, fino allo Sciliar, il guardiano dell'Alpe di Siusi - prati fioriti e streghe dello Sciliar comprese.

Ponte Gardena, Castel Trostburg dei Conti di Wolkenstein

Le antiche case cittadine sono sormontate dal vistoso Castello dei Conti di Wolkenstein del XII secolo. Il castello può essere visitato solo con la guida (mesi estivi). In questo castello è presente una notevole collezione di altri modelli di castelli. Degna di nota e la Sala dei cavalieri con il soffitto in legno intagliato.

Chiusa e monastero di Sabiona

La chiusa medievale, ricevuta dal vescovo di Bressanone nel 1400, conferì il titolo di città. La bellezza del paesaggio aveva stimolato già allora la fantasia di Albrecht Dürer, il quale immortalò Chiusa e i suoi dintorni sull'incisione su rame »Das große Glück«.

Il monastero di Sabiona risale al IV secolo e fu fino al X secolo sede vescovile retica. In seguito il monastero fu ristrutturato e trasformato in una fortezza e nel 1681 mutò in convento benedettino. Da Chiusa il tragitto fino al convento dura 30 minuti.

 

 

Velturno

Qualche chilometro oltre la Valle Isarco si trova il paesino di Velturno con la sua incantevole vista sulle dolomiti. Punto di forza di questa località è il castello rinascimentale dei vescovi di Bressanone  risalente al medioevo. L'origine del castello è nel XII secolo. Nel XVI secolo è stato ristrutturato diventando una sfarzosa residenza estiva. Il castello fa parte dei capolavori architettonici più significativi del Rinascimento altotesino. Visite guidate e galleria d'arte da marzo a novembre. Velturno entusiasma, oltre che per la posizione sognante tra i monti e per il castello, anche per i passeggi affiancati da castagneti. Vivamente consigliata è una gita autunnale delle castagne per le numerose chiesette ai lati del tragitto.

Archeoparco Velturno Tanzgasse

Un regno di pietre apre la visuale nel neolitico. Sepolture e rovine intorno a Velturno testimoniano la prima comunità di uomini intorno al 5.000 prima di Cristo. Punto centrale è la Tanzgasse, dal Danzwiese ai tempi di Maria Teresa (Tanzplatz, luogo di ballo, delle streghe). Il luogo di culto megalitico risalente all'età del rame è uno dei più importanti d'Europa. Questi luoghi di culto trasmettono la vita e la cultura dei nostri predecessori dai tempi dell'uomo di Similaun, l'Ötzi. Le analisi dello smalto dei denti dell'Ötzi hanno rilevato tracce di gneis e fillade, riscontrabili nella zona di Velturno (Valle Isarco e Merano). L'Ötzi può anche essere stato un abitante della Tanzgasse (vicolo del ballo). L'ingresso all'archeoparco è gratuito.

Bressanone, la città dei vescovi

Nel 902 Bressanone è stata citata per la prima volta in documenti ufficiali e 70 anni dopo il vescovo Albuin spostò la sua sede da Sabiona a Bressanone. Nel 990 fu costruito il primo duomo. Nel 1091 Bressanone è diventata un principato potente la cui influenza raggiungeva il lago di Costanza. Il Duomo di Santa Maria Assunta è stato barocchizzato negli anni 1745/1754. Degno di nota è l'affresco di Paul Troger (1750). Il grazioso centro storico, caratterizzato da vie con portici e negozi invitano ad una intensa passeggiata.

Bressanone, il chiostro, un gioiello culturale

Sul lato settentrionale del duomo si trova un chiostro, pensato come luogo di meditazione per gli ordinati. Nel corso del secolo fu ingrandito ulteriormente. La volta a crociera a sesto rialzato risale al XV secolo. Poiché in questo periodo solo alcuni sapevano leggere, le pareti e il soffitto furono affrescate con scene bibliche, un grande libro biblico a immagini. Il chiostro, con un piccolo giardino nel cortile interno, è ancora oggi un luogo di meditazione, allorquando defluiscono tutti i visitatori e la tranquillità regna nuovamente.

Monastero Neustift, abazia dei Canonici Regolari di Sant'Agostino

A circa 3 km da Bressanone si trova un monastero che non lascia indifferenti (fondazione 1142) con la famosa cantina del monastero. I vigneti (particolarmente pittoreschi in autunno) intorno al monastero lasciano immaginare la bontà della posizione di questa zona. La basilica a tre navate fa parte dei capolavori architettonici più significativi del Barocco (1734-1737) nell'area di lingua tedesca. Affreschi di Matthias Günther e Michael Pacher (sacrestia). Davanti alle porte del monastero c'è l'»Engelsburg« (Castello degli Angeli) in formato ridotto. Vale la pena vedere anche la biblioteca del Monastero Neustift

Fortezza (Franzensfeste)

Come si può facilmente intuire questa potente fortezza sull'Isarco è stata intitolata al "monarca fondatore" l'imperatore Francesco I. La fase di costruzione durò dal 1833 al 1838. La Fortezza fungeva da bastione di difesa per il passo del Brennero. In questo cantiere lavorarono circa 4.500 uomini. Le caserme e i depositi delle munizioni furono pianificati per guarnigioni di circa 1.000 soldati e fino a 90 cannoni per la difesa della strada in caso di guerra. Questa roccaforte, tuttavia, non è mai entrata in "funzione", né è mai stata completata. Dal 1930 l'esercito italiano ha costruito qui dei bunker, ma anche questa volta a causa degli sviluppi della 2° guerra mondiale ogni progetto è stato abbandonato. Nell'agosto del 1809 dalla fortezza il patriota tirolese Andreas Hofer ha sconfitto 2.500 francesi, bavaresi e sassoni in una battaglia di 2 giorni. I suoi 500 tirolesi erano impotenti contro lo strapotere del nord sotto il comando del Generale Lefebvre. Questa battaglia ben presto prese il nome di "Stretta dei Sassoni".

 

Castello Reifenstein e Sprechenstein

Nei pressi di Vipiteno è possibile visitare con la guida il Castello Reifenstein del XII secolo, uno dei castelli più antichi altotesini. Vis à vis Castello Sprechenstein del XVI secolo.

 

Vipiteno, centro storico

Facciate ornate, portici e vicoli invitano ad un confortevole shopping. Vipiteno, sin dal medioevo, è un centro importate per il commercio e l'attività mineraria. La ricchezza della città è da ricondurre all'estrazione del piombo e dell'argento.

Vipiteno e il suo emblema distintivo

Il simbolo della città è la Torre delle dodici (alta 46 metri) del XV secolo, che suddivide la città in due parti, la nuova e la vecchia città. La torre ricevette il suo timpano a gradoni dopo che un incendio (1867) aveva distrutto il frontone rosso precedente. Uno dei municipi più belli dell'Alto Adige è proprio qui nella città nuova. La costruzione tardogotica (1468-1472) fu costruita al posto di una residenza cittadina. La camera del consiglio è particolarmente degna di nota (visite guidate). Nel cortile interno del municipio è presente l'antico altare romano, la pietra di Mitra in onore del dio persiano Mitra. La pietra risale al 200 dopo Cristo ed è stata trovata in una grotta presso la strada romana vicino Mules. Un'altra pietra miliare dei Romani, ai tempi dell'imperatore Settimo, può essere ammirata nel cortile interno, ritrovata nel 1979 nella città nuova di Vipiteno in occasione di lavori di costruzione.

Chiesa del Santo Spirito

In Piazza Città dietro la Torre delle dodici si erge una piccola Chiesa dello Santo Spirito nell'Ospizio cittadino. L'interno della chiesa a due navate è dotato di volta a crociera a sesto rialzato. Lo spazio fu affrescato interamente da Hans von Bruneck nel XV secolo.
A Vipiteno vale la pena vedere anche la Chiesa parrocchiale "Unsere liebe Frau im Moos" (XV sec.) con le immagini più importanti di Multscher all'altare principale. Nei pressi della Chiesa parrocchiale si trova il Museo cittadino e Multscher nel Monastero dell'ordine teutonico. Gran parte del polittico tardogotico di Ulmer Bildhauer e del pittore Hans Multscher è conservato qui.

Dopo Colle Isarco si lascia la Valle Isarco in direzione del Brennero (1.374 s.l.m.)

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